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Villa di Toppo Florio

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Villa di Toppo Florio PDF Stampa E-mail
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La villa di Toppo Florio si può definire una residenza patrizia del Friuli orientale del primo settecento, con i caratteri della sobria e imponente dimora padronale seicentesca, ma anche simile ad una fastosa e signorile villa veneta.
ImageÈ formata da una villa unita ad un complesso di edifici che, pur nelle alterazioni subite nel corso degli anni, mantiene anche oggi fascino e unità d'insieme. L'importanza della villa è dovuta anche al vasto parco di pertinenza, che dalla collina scende fino alla pianura lungo la strada che porta a Manzano. Villa e parco formano un'unità indivisibile che si è conservata nel tempo in modo esemplare.
Intorno alla prima metà del XVIII secolo, la famiglia Toppo, che possedeva molte terre nella zona, costruì, molto probabilmente sulla preesistenza di una casa forte, la villa. Questa, all'inizio, doveva essere somigliante ad una casa fattoria piuttosto che ad una residenza signorile, come fu poi negli anni successivi. Nel secolo XIX, aggiunte e trasformazioni progressive furono operate dai Toppo all'edificio principale e al parco. La famiglia Florio subentrò nella proprietà alla fine del secolo XIX e la mantenne fino al 1947, anno in cui la cedette allo Stato. La villa divenne il "Collegio Friulano per fanciulli mutilati E.F.A." dal 1952. Intorno alla villa furono eliminate le pertinenze agricole e i rustici, e al loro posto furono costruiti i laboratori, le scuole, le altre strutture di servizio al collegio. Dopo la chiusura del collegio alla fine degli anni '70, in questi edifici vi è stata la sede delle scuole medie di Buttrio. La proprietà della villa è passata alla Regione Friuli Venezia Giulia, ed è stata pienamente mantenuta dalla stessa fino al 1999, anno in cui il possesso è stato trasferito al Comune di Buttrio.
Un particolare importante è dato dalla presenza nella villa e nel parco di numerosi reperti lapidei provenienti dall'antica Aquileia. Molti nobili nel passato avevano il vezzo di abbellire le proprie residenze con reperti archeologici di epoca romana e medievali. Così il parco e i cortili furono abbelliti con iscrizioni, fregi, bassorilievi, urne della vicina Aquileia. A questi si aggiunsero due vere da pozzo medievali ed alcuni scudi araldici in pietra, murati nell'ala ovest della facciata. Alcuni pezzi importanti furono restituiti al museo di Aquileia, ma, nel corso dei recenti anni, il numero dei reperti rimasti sembra essersi molto ridotto, ed è in corso una nuova catalogazione per evitare una dispersione di questo importante patrimonio.
ImageIl parco scende il pendio della collina di fronte alla villa ed è delimitato a sud da un muro merlato. Nella seconda metà del secolo XIX il conte Francesco di Toppo lo fece terrazzare e arricchire con essenze esotiche, scelte e collocate a formare un parco secondo le nuove teorie del "landscape garden". Si ricordano anche le coltivazioni di fiori e frutta affidate alla cura della moglie Antonietta. Come già detto all'interno del parco furono poi disposte "le rovine" con i reperti aquileiesi, secondo il gusto romantico dell'epoca. È terminata da poco tempo un'opera di restauro del parco e una restaurazione dell'edificio principale della villa. I lavori sono stati eseguiti dall'Amministrazione del comune di Buttrio, che li ha potuti predisporre dopo aver avuto la piena disponibilità di tutto il complesso. Da alcuni anni, infatti, la villa è diventata la sede di rappresentanza della "Fiera Regionale dei Vini" di Buttrio, e viene utilizzata in occasione di eventi e manifestazioni.
Il corpo principale dell'edificio è unitario per quanto riguarda la facciata mentre l'interno, utilizzato come dormitorio del collegio, ha subito molte modifiche. La facciata presenta al pianterreno un bugnato quadrangolare e grandi finestre squadrate; al primo piano quattro lesene arrivano al timpano, forato al centro con un'apertura circolare. Al centro della facciata c'è un balcone. Questo ha un portale con cornice decorata in pietra e una finestra ad arco, sormontata da un piccolo timpano con lo stemma della famiglia Toppo al centro.
La ristrutturazione dell'edificio ha portato un riuso funzionale dello stesso: continuerà ad essere la sede della "Fiera Regionale dei Vini", e sarà luogo privilegiato per eventi e manifestazioni. Un vasto spazio sarà inoltre dedicato al "Museo della civiltà del vino" che già oggi occupa una parte dell'interno della Villa. E' stata realizzata una sala di riunioni che fungerà anche da sala del Consiglio comunale.
Tratto da:
Buttrio. Una comunità tra ruralità e innovazione.
A cura di Mauro Pascolini 
Forum, Editrice Universitaria Udinese Srl
Ultimo aggiornamento ( sabato 17 aprile 2010 )
 

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